Tra la fine dell'estate e l'autunno il melograno offre uno dei frutti più sorprendenti della natura mediterranea. All'esterno una buccia dura, coriacea, sormontata da una piccola corona; all'interno centinaia di semi rossi e lucenti, ordinati in camere separate da sottili membrane. Pochi frutti hanno avuto una storia simbolica così ricca. Il melograno compare nei miti greci, nei testi biblici, nell'arte rinascimentale, nell'araldica, e parla sempre di due temi intrecciati: la molteplicità che nasce dall'unità e il passaggio tra il mondo della luce e quello dell'ombra.
Un frutto d'autunno
Nel ciclo dell'anno il melograno matura quando le giornate cominciano ad accorciarsi, intorno all'equinozio d'autunno e nelle settimane successive. È dunque un frutto della soglia: arriva quando l'estate finisce e la stagione buia si avvicina. Il suo colore rosso intenso, che richiama il sangue e il fuoco, risplende proprio mentre la natura comincia a spegnersi.
Questa collocazione stagionale non è secondaria. Molti dei significati attribuiti al melograno riguardano infatti la discesa, il ritiro, la promessa di un ritorno.
I semi di Persefone
Il mito più noto è quello di Persefone, figlia di Demetra, rapita da Ade e condotta nel mondo sotterraneo. Secondo l'Inno omerico a Demetra, mentre la madre disperata lasciava la terra sterile, Zeus ordinò che la fanciulla fosse restituita. Ma prima della partenza Ade le fece mangiare un seme di melograno. Chi ha mangiato il cibo dei morti è legato per sempre al loro regno: per questo Persefone dovette trascorrere una parte dell'anno sotto terra e l'altra parte accanto alla madre.
Il mito spiega in forma poetica l'alternarsi delle stagioni. Ma il melograno vi svolge un ruolo preciso: è il legame tra i due mondi. Il seme mangiato non è soltanto una condanna; rende Persefone regina degli inferi e le conferisce una dignità nuova. Chi ha conosciuto la profondità non torna uguale a prima.
Il melograno di Era
Nel mondo greco il melograno era anche attributo di Era, sposa di Zeus e protettrice del matrimonio. Lo scrittore Pausania descrive una statua della dea nel santuario di Argo che teneva in mano una melagrana, aggiungendo che il significato di quel frutto apparteneva a un racconto sacro che preferiva non riferire. Il melograno, in questo caso, richiama la fecondità e l'unione coniugale.
Nella Bibbia: la veste e il tempio
Nel libro dell'Esodo si descrive la veste del sommo sacerdote: il suo orlo doveva essere decorato con melagrane di stoffa colorata alternate a campanelli d'oro. Melagrane ornavano anche i capitelli delle colonne del tempio di Salomone, secondo il Primo libro dei Re. Nel Cantico dei Cantici la melagrana compare tra le immagini della bellezza e dell'amore.
In questo contesto il frutto è simbolo di abbondanza benedetta, di pienezza, di frutti molteplici che nascono da una sola radice.
La Madonna della melagrana
Nell'arte cristiana il melograno assume un significato ulteriore. Nella celebre Madonna della melagrana di Sandro Botticelli, conservata agli Uffizi, il Bambino tiene in mano il frutto aperto. Qui i semi rossi possono essere letti come allusione alla Passione, mentre l'insieme dei semi raccolti in un unico frutto è stato interpretato come immagine della Chiesa, comunità di molti unita in un solo corpo.
L'unità nella molteplicità
Al di là delle singole tradizioni, il melograno esprime un'idea che lo rende prezioso per la riflessione simbolica: l'unità che contiene la molteplicità. Un solo frutto racchiude centinaia di semi, ciascuno distinto, ciascuno protetto nella propria camera, ma tutti uniti dalla stessa buccia e dalla stessa corona.
Questa immagine può essere letta in diversi modi:
- come simbolo della comunità, in cui ogni persona conserva la propria identità all'interno di un insieme;
- come simbolo dell'anima, che contiene molte possibilità e molte parti;
- come simbolo del potenziale, perché ogni seme è un albero possibile.
Una meditazione d'autunno con il melograno
Lo Studio Esoterico Cornelio propone una semplice pratica di contemplazione per i primi giorni d'autunno:
- Apri un melograno lentamente, osservando come la buccia protegge le camere interne.
- Separa con attenzione alcuni semi, notando la loro forma e la loro luce.
- Per ogni seme, nomina in silenzio una parte di te o una persona importante della tua vita.
- Rifletti su ciò che le tiene insieme: la «buccia» comune, il valore che le unisce.
- Gusta i semi con calma, come gesto di accoglienza della stagione che arriva.
In sintesi
- Il melograno matura in autunno ed è un frutto della soglia tra luce e ombra.
- Nel mito di Persefone un seme di melograno lega la fanciulla al mondo sotterraneo.
- Pausania ricorda la statua di Era con la melagrana nel santuario di Argo.
- Nella Bibbia melagrane ornano la veste del sommo sacerdote e il tempio di Salomone.
- Il frutto esprime l'unità che custodisce la molteplicità.