Una figura con un solo corpo e due teste, una maschile e una femminile, spesso in piedi su un drago o su un globo, con in mano strumenti di misura o simboli dei pianeti. È il Rebis, una delle immagini più strane e più profonde dell'alchimia. A prima vista può sembrare un mostro; in realtà rappresenta il risultato di un lavoro paziente, il momento in cui due principi opposti hanno smesso di combattersi e sono diventati una cosa sola.
Il nome
Rebis viene dal latino res bina, «cosa doppia». Il nome dice già tutto: si tratta di una realtà unica che contiene in sé una dualità. Non due esseri affiancati, ma un solo essere che porta in sé entrambe le polarità.
Nei testi il Rebis compare anche con altri nomi: ermafrodito, androgino, figlio dei filosofi. Il richiamo a Ermafrodito, il figlio di Hermes e Afrodite che nel mito si fonde con la ninfa Salmacide, non è casuale: Hermes è il patrono dell'alchimia, Afrodite rappresenta la forza che unisce.
Da dove nasce
Il Rebis è il frutto della coniunctio, l'unione fra il Re e la Regina, il Sole e la Luna, lo zolfo e il mercurio. Nelle sequenze illustrate dell'Opera i due principi vengono prima separati, poi purificati, infine uniti. Ciò che nasce dalla loro unione non è né l'uno né l'altro, ma una realtà nuova che li conserva entrambi.
Nel Rosarium Philosophorum, la raccolta alchemica stampata nel 1550, il Rebis compare più volte: in una delle xilografie più note appare incoronato e con ali, in piedi sopra una luna crescente. Un'altra immagine celebre, legata agli scritti attribuiti a Basilio Valentino, mostra il Rebis in piedi su un drago che sputa fuoco, mentre tiene un compasso e una squadra.
Gli attributi del Rebis
Gli oggetti che accompagnano la figura non sono decorativi.
| Attributo | Significato |
|---|---|
| Due teste | le polarità opposte conservate, non annullate |
| Un solo corpo | l'unità raggiunta |
| Compasso e squadra | lo spirito e la materia, il cerchio e il quadrato |
| Drago sotto i piedi | la materia grezza dominata e superata |
| Ali | la capacità di elevarsi, il volatile reso stabile |
| Corona | la regalità del compimento |
Il compasso traccia il cerchio, figura del cielo e dello spirito; la squadra misura il quadrato, figura della terra e della materia. Il Rebis tiene entrambi, segno che ha integrato le due dimensioni.
Che cosa rappresenta nell'Opera
Nella sequenza alchemica il Rebis indica uno stadio avanzato. Non è il punto di partenza ma il risultato di una lunga preparazione. Molti autori lo collegano alla pietra stessa, o al suo immediato precursore. È la materia che ha superato la divisione originaria e ha raggiunto una stabilità che nessuna delle due parti, da sola, poteva avere.
Una lettura interiore
Sul piano interiore il Rebis parla di integrazione. Ogni persona porta in sé tendenze opposte: attività e ricettività, ragione e intuizione, slancio e pazienza. Spesso una delle due viene coltivata e l'altra trascurata o temuta. Il Rebis suggerisce un'altra via: non scegliere una metà e reprimere l'altra, ma permettere a entrambe di convivere in un'unica identità più ampia.
È importante notare che l'immagine non parla di genere o di sessualità in senso letterale. Maschile e femminile sono, nel linguaggio alchemico, nomi per due principi cosmici, come Sole e Luna, caldo e freddo, fisso e volatile.
Perché l'immagine inquieta
Il Rebis disturba perché unisce ciò che di solito teniamo separato. Ma proprio questa inquietudine è parte del suo insegnamento. L'alchimia non promette un'armonia facile: le illustrazioni che precedono il Rebis mostrano combattimenti, morti e putrefazioni. L'unità arriva dopo il conflitto, non al posto del conflitto.
Un esercizio di contemplazione
- Scegliere una coppia di qualità opposte che si riconoscono in sé, ad esempio fermezza e dolcezza.
- Scrivere due brevi ritratti: come si manifesta ciascuna, quando prevale, quando manca.
- Immaginare una situazione concreta in cui entrambe siano presenti contemporaneamente.
- Annotare che cosa cambia quando nessuna delle due deve escludere l'altra.
L'esercizio non ha lo scopo di eliminare le tensioni, ma di imparare a tenerle insieme, come fa il Rebis con il compasso e la squadra.
In sintesi
- Rebis significa «cosa doppia» e indica l'essere unico nato dall'unione degli opposti.
- È il frutto della coniunctio fra Re e Regina, Sole e Luna.
- I suoi attributi, come compasso e squadra o il drago sotto i piedi, indicano l'integrazione di spirito e materia.
- Interiormente invita a tenere insieme le proprie polarità, dopo averle attraversate.