Tra le immagini sacre dell'India, poche sono conosciute nel mondo quanto quella di Shiva Nataraja, il "signore della danza". Il dio danza all'interno di un cerchio di fiamme, con quattro braccia, una gamba sollevata e l'altra posata su una piccola figura distesa. Le versioni più celebri sono le statue in bronzo realizzate nell'India meridionale, in particolare in epoca Chola. Ogni dettaglio di questa immagine ha un significato preciso: non è una semplice rappresentazione artistica, ma una sintesi visiva di un'intera visione del cosmo.
Shiva: distruttore e rigeneratore
Nella tradizione induista Shiva è spesso indicato come il dio della distruzione, accanto a Brahma, il creatore, e a Vishnu, il conservatore. Ma per le correnti devozionali che lo venerano come divinità suprema, lo shivaismo, Shiva compie tutte le funzioni cosmiche. La distruzione, in questa prospettiva, non è un male: è la dissoluzione delle forme che permette a nuove forme di nascere.
La danza è il modo in cui questo processo si manifesta. L'universo intero è visto come il movimento ritmico del dio, in cui creazione e distruzione si alternano senza fine.
Chidambaram e la danza nella sala d'oro
Il culto di Nataraja è legato in modo particolare al tempio di Chidambaram, nel Tamil Nadu. Secondo la tradizione, è lì che Shiva danza nella "sala della coscienza". Nel tempio il dio è venerato anche in una forma invisibile, rappresentata dallo spazio vuoto: un modo di esprimere che la danza divina avviene nell'etere, nello spazio stesso.
L'iconografia: un linguaggio da leggere
Le statue di Nataraja seguono un'iconografia codificata. Ecco gli elementi principali e il loro significato tradizionale:
| Elemento | Significato |
|---|---|
| Il tamburo (damaru) nella mano superiore destra | il suono primordiale, il ritmo della creazione |
| La fiamma nella mano superiore sinistra | il fuoco che dissolve le forme |
| La mano inferiore destra alzata, palmo in avanti | il gesto che dice "non temere", protezione |
| La mano inferiore sinistra che indica il piede sollevato | il rifugio e la liberazione offerti al devoto |
| Il piede che schiaccia il nano Apasmara | la vittoria sull'ignoranza e sull'oblio |
| Il cerchio di fuoco | il cosmo, il ciclo del tempo e della manifestazione |
| I capelli sciolti nel movimento | l'energia della danza, spesso con una piccola figura della dea Ganga |
Il tamburo e la fiamma
Le due mani superiori portano gli oggetti più carichi di senso. Il tamburo, piccolo e a forma di clessidra, rappresenta il suono da cui nasce l'universo: il ritmo che mette in moto ogni cosa. La fiamma, nella mano opposta, è il fuoco che consuma.
Le due mani si equilibrano, una di fronte all'altra. Creazione e distruzione non sono nemiche: sono due aspetti dello stesso movimento. Chi comprende questo smette di temere la fine delle cose, perché vede che ogni fine è parte di un ritmo più grande.
Il nano Apasmara
Sotto il piede destro del dio giace una piccola figura chiamata Apasmara, che rappresenta l'ignoranza, l'oblio di sé, l'illusione. Shiva non la uccide: la tiene sotto il piede mentre danza. Secondo una lettura diffusa, l'ignoranza non può essere eliminata del tutto dal mondo, ma può essere dominata.
In chiave interiore, Apasmara è la parte di noi che dimentica la propria natura più profonda. La pratica spirituale non pretende di distruggerla una volta per tutte, ma di mantenerla sotto controllo, giorno dopo giorno, con la consapevolezza.
Il piede sollevato
Il piede sinistro, sollevato e rivolto di lato, è indicato dalla mano inferiore sinistra. È il simbolo della liberazione: il dio solleva il piede dal mondo della ripetizione e invita il devoto a cercare rifugio in esso. Nella tradizione è un'immagine di grazia: la possibilità di uscire dal ciclo dell'ignoranza.
Le cinque azioni divine
Nella teologia shivaita la danza di Nataraja viene spesso collegata alle cinque azioni del dio:
- la creazione, espressa dal tamburo;
- la conservazione, espressa dal gesto di protezione;
- la distruzione, espressa dalla fiamma;
- l'occultamento, cioè il velo dell'illusione, associato al piede posato su Apasmara;
- la grazia, espressa dal piede sollevato.
È una visione completa del rapporto tra il divino e il mondo: il dio crea, sostiene, dissolve, nasconde se stesso e infine si rivela.
Una lettura per chi medita
Nel Novecento lo storico dell'arte Ananda Coomaraswamy dedicò a quest'immagine un celebre saggio, La danza di Shiva, contribuendo a farla conoscere in Occidente. Ma al di là dell'interesse artistico, Nataraja offre una meditazione molto concreta.
Davanti ai cambiamenti della vita, la figura invita a tre atteggiamenti: accogliere il ritmo, senza pretendere che le cose restino immobili; non temere la dissoluzione, perché fa parte della danza; tenere sotto il piede l'oblio, ricordando ogni giorno ciò che conta davvero.
In sintesi
- Shiva Nataraja è il "signore della danza", celebre soprattutto nei bronzi dell'India meridionale.
- La danza esprime l'alternarsi incessante di creazione e distruzione nel cosmo.
- Il tamburo e la fiamma rappresentano il suono della creazione e il fuoco che dissolve.
- Il nano Apasmara sotto il piede simboleggia l'ignoranza dominata, il piede sollevato la liberazione.
- La teologia shivaita collega la danza alle cinque azioni divine, dalla creazione alla grazia.