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Sambuco e biancospino: gli alberi delle fate nel folklore europeo

Sambuco e biancospino nel folklore: gli alberi delle fate irlandesi, la Madre del Sambuco di Andersen, la fioritura di maggio e i divieti di soglia.

Non tutti gli alberi sacri sono maestosi come la quercia. Ai margini dei campi, lungo le siepi, accanto alle case di campagna crescono piccoli alberi e arbusti che il folklore europeo ha caricato di significati intensi e talvolta inquietanti. Il sambuco e il biancospino sono i più importanti tra questi. Entrambi fioriscono di bianco nella tarda primavera, entrambi crescono spesso nei luoghi di confine, entrambi sono stati considerati dimore di presenze invisibili. Sono gli alberi della soglia domestica, del passaggio tra il mondo coltivato e quello selvatico.

Il biancospino: l'albero delle fate

Nel folklore irlandese il biancospino solitario, cresciuto isolato in mezzo a un campo, è chiamato spesso albero delle fate. La tradizione vuole che non debba essere tagliato né danneggiato, perché appartiene al «piccolo popolo» e chi lo offende attira su di sé la sfortuna. Ancora oggi in Irlanda si raccontano casi di strade deviate o di lavori sospesi per non abbattere uno di questi alberi.

Il biancospino è legato soprattutto al mese di maggio. In Inghilterra uno dei suoi nomi popolari è proprio may, e la sua fioritura segnava l'inizio della bella stagione. I rami fioriti venivano usati nelle feste del primo maggio, ma in molte zone era considerato di cattivo auspicio portarli dentro casa. Questa doppia valenza è tipica degli alberi di soglia: si possono onorare all'aperto, ma il loro potere non va introdotto nello spazio domestico senza cautela.

I simboli del biancospino

  • le spine: protezione, confine, difesa di ciò che è prezioso;
  • i fiori bianchi: purezza, festa di primavera, inizio;
  • le bacche rosse d'autunno: la vita che persiste nella stagione fredda;
  • la solitudine nel campo: il luogo dove il mondo invisibile tocca quello umano.

Il biancospino era usato molto nelle siepi che dividevano i campi. In questo senso è letteralmente l'albero del confine: separa, protegge, delimita.

Il sambuco: la Madre dell'albero

Il sambuco è un arbusto o piccolo albero che cresce spesso vicino alle case, ai muri, ai margini dei villaggi. Fiorisce in tarda primavera con grandi ombrelle di fiori bianchi e profumati, e in estate produce grappoli di bacche scure.

Nel folklore del Nord Europa il sambuco era abitato da uno spirito femminile. In Danimarca questa figura era chiamata Madre del Sambuco, e Hans Christian Andersen le dedicò una delle sue fiabe. Secondo la tradizione, prima di tagliare un ramo di sambuco bisognava chiedere il permesso allo spirito dell'albero, altrimenti si rischiava la sua ira. Nelle aree di lingua tedesca il nome del sambuco viene popolarmente accostato alla figura di Frau Holle, anche se l'etimologia è discussa.

In diverse tradizioni il sambuco piantato vicino alla casa era considerato un protettore dell'abitazione. Allo stesso tempo, in alcune zone si evitava di bruciarne il legno nel focolare, per rispetto o per timore.

I simboli del sambuco

  • la vicinanza alla casa: protezione del focolare e della famiglia;
  • i fiori e le bacche: l'abbondanza che passa dal bianco al nero, dalla luce all'ombra;
  • lo spirito femminile: la presenza di una madre invisibile che veglia;
  • i rami cavi: il midollo morbido, che rende i rami facili da svuotare, ha fatto del sambuco un legno per piccoli fischietti, collegandolo al suono e al soffio.

Va ricordato che diverse parti del sambuco crudo non sono commestibili: anche nel folklore era una pianta da trattare con rispetto e conoscenza.

Che cosa hanno in comune

Sambuco e biancospino condividono un tratto essenziale: abitano il margine. Non sono alberi della foresta profonda né alberi coltivati nei frutteti, ma piante del confine tra l'umano e il selvatico. Per questo il folklore li ha considerati porte verso un altro mondo, da rispettare e non da sfruttare.

Il loro insegnamento è prezioso anche oggi. Ci ricordano che ogni spazio ha i suoi limiti, che non tutto è a nostra disposizione, che esiste un modo di abitare la natura fatto di attenzione e di permesso, non di semplice uso.

Una pratica di rispetto della soglia

  1. Individua una siepe o un arbusto selvatico vicino a casa tua.
  2. Osservalo nel corso di un anno: fioritura, frutti, foglie, riposo invernale.
  3. Prima di raccogliere anche solo un fiore, fermati un istante e chiediti se è davvero necessario.
  4. Lascia sempre la maggior parte di fiori e bacche alla pianta e agli animali che se ne nutrono.

In sintesi

  • Sambuco e biancospino sono alberi del margine, legati a presenze invisibili nel folklore.
  • In Irlanda il biancospino solitario è l'albero delle fate e non va abbattuto.
  • Il biancospino, detto may in inglese, segna con la sua fioritura l'arrivo di maggio.
  • Il sambuco era abitato dalla Madre del Sambuco, alla quale si chiedeva il permesso prima di tagliarlo.
  • Entrambi insegnano un rapporto con la natura fondato sul rispetto dei limiti.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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