Quando si parla di alchimia si pensa di solito all'Europa e al mondo arabo. Ma la Cina ha sviluppato una tradizione alchemica propria, antica e ricchissima, con una sua evoluzione che offre paralleli sorprendenti con l'ermetismo occidentale. Il suo ramo più noto, il neidan o «alchimia interiore», trasferisce l'intero linguaggio del laboratorio all'interno della persona. Conoscerlo aiuta a capire meglio anche l'alchimia europea, per somiglianza e per contrasto.
Alchimia esterna e alchimia interiore
La tradizione cinese distingue due grandi correnti.
| Corrente | Nome | Luogo dell'Opera | Materiali |
|---|---|---|---|
| Alchimia esterna | waidan | il laboratorio | minerali, metalli, cinabro |
| Alchimia interiore | neidan | la persona | energie e facoltà interiori |
L'alchimia esterna cercava di preparare elisir con sostanze minerali, in particolare il cinabro, un minerale rosso da cui si ricava il mercurio. Le fonti storiche ricordano che alcuni di questi preparati si rivelarono pericolosi, e col tempo l'attenzione si spostò sempre più verso l'interno.
L'alchimia interiore si sviluppò in forma matura fra la fine del primo millennio e i secoli successivi. Uno dei suoi testi classici è il Wuzhen pian, attribuito a Zhang Boduan, autore dell'XI secolo. Il neidan non abbandona il vocabolario del laboratorio, ma lo trasforma: il forno, il crogiolo, il piombo e il mercurio diventano nomi di realtà interiori.
I tre tesori
Il cuore del neidan è la dottrina dei tre tesori, tre livelli della realtà umana che vanno coltivati e trasformati l'uno nell'altro.
- Jing: l'essenza, la base vitale più densa, legata al corpo.
- Qi: il soffio, l'energia che circola e anima.
- Shen: lo spirito, la coscienza luminosa.
Il percorso tradizionale si descrive spesso come una progressione: raffinare l'essenza per trasformarla in soffio, raffinare il soffio per trasformarlo in spirito, infine riportare lo spirito al vuoto originario. È uno schema che ricorda da vicino la sequenza occidentale di corpo, anima e spirito, e la progressione dal grezzo al sottile.
I campi del cinabro
Il neidan colloca il lavoro in tre centri chiamati dantian, «campi del cinabro».
- Il campo inferiore, sotto l'ombelico, considerato la sede del forno.
- Il campo mediano, all'altezza del petto.
- Il campo superiore, nella testa.
Il nome è eloquente: il cinabro era la sostanza regina dell'alchimia esterna. Chiamare «campi del cinabro» questi centri interiori significa dire che il vero laboratorio è il corpo stesso.
Piombo e mercurio, acqua e fuoco
Come l'alchimia occidentale, anche il neidan lavora con coppie di opposti. I testi parlano di piombo e mercurio, di drago e tigre, di acqua e fuoco, e usano i trigrammi del Libro dei mutamenti per descriverne i rapporti. L'Opera consiste nel far incontrare questi opposti nel crogiolo interiore, fino a formare un «elisir» che non è una sostanza, ma uno stato di unità.
Il parallelo con la coniunctio europea è evidente: anche qui due principi, separati e spesso in conflitto, vengono uniti per generare qualcosa di nuovo.
Il fiore d'oro
Uno dei testi di neidan più conosciuti in Occidente è Il segreto del fiore d'oro, tradotto in tedesco da Richard Wilhelm e pubblicato nel 1929 con un commento di Carl Gustav Jung. Il testo insegna una pratica centrata sulla «circolazione della luce»: l'attenzione, invece di disperdersi verso l'esterno, viene riportata verso l'interno, dove la luce raccolta «fiorisce». L'immagine del fiore d'oro è un simbolo della coscienza che, concentrata, si apre.
Somiglianze e differenze con l'ermetismo
Somiglianze:
- il linguaggio del forno, del vaso e delle sostanze usato in senso simbolico;
- l'unione degli opposti come cuore dell'Opera;
- la progressione dal denso al sottile;
- l'idea di un ritorno all'unità originaria.
Differenze:
- il neidan è più esplicitamente centrato sul corpo e sulla pratica meditativa;
- il quadro filosofico è quello taoista, con lo yin e lo yang e il vuoto originario, non quello neoplatonico e cristiano;
- l'immagine finale non è la pietra, ma spesso l'«embrione immortale», un nuovo essere spirituale che nasce dentro la persona.
Come avvicinarsi a questa tradizione
Il neidan è una disciplina complessa, tradizionalmente trasmessa da maestro a discepolo. Per chi lo studia come tradizione simbolica, un buon punto di partenza è leggere i testi classici in traduzioni affidabili, confrontandoli con le immagini dell'alchimia occidentale. Anche senza praticare, il confronto mostra quanto culture lontane abbiano usato lo stesso linguaggio della trasformazione per parlare del cammino interiore.
In sintesi
- La Cina distingue un'alchimia esterna, con minerali, e un'alchimia interiore, il neidan.
- Il neidan lavora sui tre tesori: essenza, soffio e spirito.
- Il corpo diventa il laboratorio, con i tre campi del cinabro come sedi dell'Opera.
- I paralleli con l'ermetismo sono profondi, ma il quadro filosofico resta taoista.