Ci sono alberi che la tradizione ha associato alla festa e alla fecondità, e altri che ha posto a guardia dei confini. Il tasso e il cipresso appartengono a questa seconda famiglia. Entrambi sempreverdi, entrambi longevi, entrambi presenti nei luoghi di sepoltura, sono diventati in Europa i simboli della soglia tra la vita e la morte. Ma il loro significato non è cupo. Proprio perché non perdono mai le foglie, rappresentano la continuità, la memoria e una vita che non si interrompe con la fine del corpo.
Il sempreverde: ciò che non muore d'inverno
Per comprendere questi due alberi bisogna partire da una caratteristica comune: restano verdi tutto l'anno. Quando le latifoglie si spogliano e il bosco sembra morto, il tasso e il cipresso conservano intatto il loro colore scuro.
Nel ciclo della natura questo li rende un'eccezione. Sono alberi che non partecipano al morire stagionale, e per questo sono stati letti come immagini dell'eternità. Collocati accanto alle tombe, dicono che la morte non è l'ultima parola.
Il cipresso: l'albero di Ciparisso
Il nome del cipresso è legato a un mito narrato da Ovidio nelle Metamorfosi. Ciparisso era un giovane amato da Apollo, che possedeva un magnifico cervo sacro. Un giorno, per errore, lo uccise con un giavellotto. Disperato, chiese agli dèi di poter piangere per sempre. Apollo, addolorato, lo trasformò in un albero: il cipresso, che da allora accompagna il lutto.
Il mito unisce due elementi: il dolore per una perdita e la sua trasformazione in qualcosa di permanente. Il cipresso non cancella il lutto, lo rende forma, lo innalza verso il cielo.
La sagoma stessa del cipresso, stretta e verticale, contribuisce al suo simbolismo. È una fiamma verde che punta in alto, un dito che indica il cielo. Nel paesaggio italiano, dalle colline toscane ai cimiteri di paese, il cipresso è diventato una presenza familiare, insieme solenne e protettiva.
Foscolo e i sepolcri
Nella letteratura italiana il cipresso è legato in modo indissolubile a un'opera: Dei Sepolcri di Ugo Foscolo, che si apre con il celebre verso «All'ombra de' cipressi e dentro l'urne». Il poema riflette sul senso delle tombe e della memoria. Per Foscolo i sepolcri non servono ai morti, ma ai vivi: custodiscono il ricordo, trasmettono i valori, legano le generazioni.
In questa luce il cipresso è l'albero della memoria civile, della relazione tra chi è stato e chi resta.
Il tasso: l'albero dei sagrati
Nelle isole britanniche il tasso è l'albero caratteristico dei cimiteri accanto alle chiese di campagna. Molti di questi esemplari sono molto antichi, e alcuni sono considerati tra gli alberi più vecchi d'Europa, anche se le stime della loro età sono spesso incerte perché il tronco cavo rende difficile contarne gli anelli.
Il tasso ha una particolarità che ne ha rafforzato il simbolismo: con il passare dei secoli il tronco centrale può svuotarsi, mentre dai rami che toccano terra o dall'interno stesso del tronco nascono nuovi fusti. L'albero sembra morire e rinascere da se stesso. Questa capacità ne ha fatto un'immagine della rigenerazione e della continuità della vita oltre la morte apparente.
Il tasso è noto anche per la sua tossicità: quasi tutte le sue parti sono velenose. Questa caratteristica, che va sempre ricordata per prudenza, ha contribuito a farne nell'immaginario un albero del confine, che separa nettamente il mondo dei vivi da quello dei morti.
Due alberi, un solo messaggio
| Aspetto | Cipresso | Tasso |
|---|---|---|
| Area simbolica | Mediterraneo | Europa atlantica |
| Forma | Verticale, a fiamma | Ampia, scura, avvolgente |
| Mito o tradizione | Ciparisso trasformato da Apollo | Alberi millenari dei sagrati |
| Messaggio | Il lutto che diventa memoria | La vita che rinasce da se stessa |
Il senso interiore della soglia
Nel lavoro simbolico questi due alberi aiutano a guardare il tema della fine con serenità. Non invitano a pensieri cupi, ma a una consapevolezza: ogni ciclo si chiude, e ciò che conta è come lo si custodisce. Il periodo più adatto per questa riflessione è l'inizio di novembre, quando il calendario tradizionale dedica spazio ai defunti.
Una pratica di memoria
- Visita un luogo in cui crescono cipressi o tassi, anche un parco.
- Pensa a una persona che non c'è più e che ha lasciato qualcosa nella tua vita.
- Scrivi una frase che riassuma ciò che di lei porti con te.
- Conserva quella frase e rileggila ogni anno nello stesso periodo, come un sempreverde della memoria.
In sintesi
- Tasso e cipresso sono sempreverdi associati alla soglia tra vita e morte.
- Il mito di Ciparisso, narrato da Ovidio, spiega il legame del cipresso con il lutto.
- Foscolo apre Dei Sepolcri con l'ombra dei cipressi, simbolo della memoria civile.
- Il tasso dei sagrati, capace di rigenerarsi dal proprio tronco, è immagine di continuità.
- Il loro messaggio non è cupo: ciò che è stato amato non appassisce.